MUSEO DIOCESANO ROSSANO CALABRO

Tecnologia sofisticata ed innovativa per illuminare il museo

Fotografo: Clorinda Scura

A Rossano Calabro nello storico palazzo episcopale adiacente alla Cattedrale si trova il Museo Diocesano e del Codex il cui ingresso conduce i visitatori in un’epoca molto antica, poiché contiene il preziosissimo evangelario Codex Purpureus Rossanensis, la cui datazione risale a circa 1.500 anni fa. Completano il museo la ricca collezione di opere di arte sacra, tra cui spicca il simulacro argenteo di Maria SS. Achiropita.

Il museo venne fondato nel 1952 allo scopo di custodire ed esporre l’antico evangelario e si sviluppa su un unico piano con una superficie di circa 500 mq.  Nel 2016 l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, in sinergia con la Regione Calabria, ha deciso di dare una nuova veste al museo per realizzare spazi espositivi secondo criteri museali moderni ed innovativi al fine migliorare la visione e la conoscenza delle importanti opere esposte. 

Fotografo: Clorinda Scura

Nel 2015 l’evangelario è stato riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’Umanità “New inscription on the International Memory of the World Registrer” che così lo ha promosso all’ammirazione universale attirando a Rossano appassionati visitatori e studiosi da ogni parte del mondo.

Il “Codex Purpureus” può essere definito il libro illustrato più antico della storia, reso oltremodo prezioso e unico grazie alle sue bellissime miniature relative alla vita di Cristo, capolavoro dell’arte bizantina, con testi in greco a caratteri onciali, del vangelo di Matteo e di Marco.  Deve il nome “Purpureus” al fatto che le sue pagine sono di pergamena color porpora e secondo la maggior parte degli storici e dei paleografi la datazione è circoscritta tra il V e  VII sec.  

Fotografo: Clorinda Scura

L’evangelario è tornato al Museo Diocesano dopo un lungo periodo di permanenza all’ICRCPAL (Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario) di Roma, dove è stato oggetto di un delicato e sapiente intervento di recupero che ne ha confermato il suo incommensurabile valore.

Il nuovo progetto di musealizzazione si è distinto in due momenti significativi: da una parte la riorganizzazione delle sale nell’edificio ottocentesco, così da valorizzarne le sue peculiarità costruttive, e dall’altra l’esposizione del ricco patrimonio artistico, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie ed il cablaggio dell’intera struttura. 

Fotografo: Clorinda Scura

La prima sezione è destinata al “Codex Purpureus” e comprende due sale propedeutiche alla visione del codice che è custodito in una terza sala dentro una teca climatizzata. È qui che i visitatori servendosi di uno speciale sfogliatore multimediale consultano la copia digitale del prezioso evangelario ad altissima risoluzione. 

La seconda sezione si snoda in più sale tematiche e cronologiche: Rossano tra Antichità e Medioevo; Rossano rinascimentale; Rossano tra manierismo e barocco;  Il culto dell’Achiropita, Rossano tra settecento e ottocento; Sezione argenti.

Fotografo: Clorinda Scura

Il Museo Diocesano e del Codex contiene opere preziose, ma alquanto fragili e quindi dal punto di vista dell’impianto illuminotecnico sono state date particolari prescrizioni per la loro conservazione e valorizzazione. Per questo ZUMTOBEL ha elaborato un puntuale progetto di illuminazione tra i più sofisticati e tecnologicamente avanzati al mondo in ambito museale, così da favorire la conoscenza artistica e, nello stesso tempo, la tutela ed il controllo della gestione della luce.

Fotografo: Clorinda Scura

Il museo è stato difatti interamente illuminato con proiettori a Led montati su binari elettrificati, temperatura colore stabilizzata 3000 K e resa cromatica >92. Si tratta di una luce priva di calore, IR e UV, così da valorizzare, senza alterare, la qualità delle opere esposte nei colori e nei diversi materiali (argento, oro, tessuto, sculture lignee, dipinti su tela e tavola, etc.).

Particolare riguardo è stato dato alla gestione della luce, con pre-impostazioni di scene dinamiche, così da offrire il massimo del confort visivo per singoli ambienti ed opere esposte con possibilità di programmazione, anche in remoto, e controllo del singolo corpo illuminante e del suo flusso luminoso. Grazie alle nuove tecnologie nella sua teca climatizzata e sotto una luce idonea il “Codex Purpureus” è ben custodito e continua ad affascinare ed emozionare con le sue pagine purpuree e le sue stupefacenti immagini miniate i tanti cultori.

Maria Uboldi 

Info Progetto

Committente:Segretariato Regionale MIBACT Calabria, Arcidiocesi di Rossano-Cariati
Architetto: ANTONIO APRELINO
Lighting Designer: A+A Luce&Design, Antonio Durante
Progettista: ARCH. FRANCESCO PROSPERETTI - R.U.P.
Co-Drettore dei Lavori: ARCH. ANTONIO APRELINO (ARCIDICESI)
C/o-Direttore dei Lavori: ARCH. SERGIO DE PAOLA (SOPRINTENDENZA) 
Installatore: SPROVIERI SRL, Avv.SALVATORE SPROVIER
Fotografo: Clorinda Scura