“Barbie the icon” e “Gauguin racconti dal paradiso”

Assai diverse tra loro: “Barbie the icon” e “Gauguin racconti dal paradiso” ma che entrambe veicolano messaggi culturali molto interessanti.

 

Photographer: Cladia Marini

Riqualificare una vecchia sede industriale e destinarla nel suo complesso ad un museo, come è avvenuto a Milano per il Mudec, è stata una operazione coraggiosa perchè bisognava far dialogare le strutture essenziali di una fabbrica, con l'esigenza di vasti spazi espositivi con relativi servizi.

Il risultato è una bella struttura di 8000 metri quadrati  su tre piani,  con grandi aree espositive sia per mostre permanenti sia per mostre temporanee, più biblioteca, libreria, auditoriom,  laboratori didattiti, cafeteria, servizi.

Questo museo è un polo multidisciplinare che non ha eguali in Italia, dedicato alle diverse culture nel mondo e favorisce la mutua comprensione tra popolazioni lontane e Milano è diventata effettivamente a capitale indiscussa della cultura in Italia.

Anche dal punto di vista logistico il Mudec è ben organizzato: ben collegato con i mezzi di traporto pubblici, dispone di un ampio e comodo parcheggio riservato al museo.

Dopo la hall si apre una scala monumentale che va verso la luce, una luce straordinaria, data dalle ampie vetrate, che avvolge il visitatore  durante il giorno e che progressivamente si mantiene man mano che scende la sera con la luce artificiale.

Salita la scala al primo piano si accede a due mostre temporanee patrocinate dal Comune e dal Sole 24 ore, assai diverse tra loro: “Barbie the icon” e “Gauguin racconti dal paradiso” ma che entrambe veicolano messaggi culturali molto interessanti.

Photographer: Claudia Marini

La mostra di Barbie è articolata in 5 sezioni ed è preceduta da una sala introduttiva, who Is Barbie?, dove si trovano i 7 pezzi iconici, rappresentativi per decadi dal 1959 ad oggi.

Photographer: Claudia Marini

Tutta la mostra è molto curiosa perchè oltre alle bambole, vi sono gli splendidi abitini delle varie epoche  di cui si apprezza l'accuratezza dei dettagli e degli accessori e nel contempo è emozionante perchè ogni donna può riconoscere la Barbie della sua infanzia.

Photographer: Claudia Marini

Tuttavia definire Barbie una bambola è riduttivo perchè è una icona e stile e di seduzione che in 56 anni di vita si è fatta interprete della trasformazione della donna dal punto di vista estetico e sociale ed è qui rappresentata in 156 professioni ed in 50 nazionalità.

Photographer: Claudia Marini

Tutto il percorso espositivo è avvolto da una luce morbida, colorata di rosa ed offre diversi livelli di lettura: alle informazioni di approfondimento storico e  per il pubblico adulto, si affiancano postazioni pensate per i bambini, che attraverso dei telefoni e una serie di attività interattive possono  approfondire la storia di Barbie giocando.

Photographer: Claudia Marini

Ben diversa è la luce che si incontra nella mostra su Paul Gauguin, anzi si incontra il buoi. Le circa 70 opere esposte, provenienti da 12 musei e collezioni private internazionali, sono esposte in sale completamente buie, dove solo le opere sono illuminate, in modo che il visitatore sia catturato solo da esse.

Photographer: Claudia Marini

La mostra è suddivisa in altrettante 5 sezioni che permettono di riconoscere - grazie al confronto con oggetti, manufatti e immagini dei luoghi visitati dall’artista - le fonti figurative dell’arte di  Gauguin, che spaziano dall’arte popolare della Bretagna francese a quella dell’antico Egitto, dall’arte peruviana delle culture Inca, passando per la cambogiana e la javanese, fino ad arrivare alla vita e alla cultura polinesiana. 

Photographer: Claudia Marini

Il visitatore resta turbato perchè avverte il travaglio spirituale dell'artista alla ricerca del paradiso che forse ha trovato nell'accordo armonico della vita umana con la natura

Photographer: Claudia Marini

Questo nuovo polo museale, ottenuto dal recupero di un'area industriale, arricchisce Milano non solo dal  punto di vista culturale, ma le dona una nuova luce, perchè nel quartiere Tortora vi una torre di cristallo che brilla di giorno e di notte.

Maria Uboldi