MUSEO ARCHEOLOGICO -VERONA

Illuminare i volti antichi per scoprire le sembianze in quelli attuali

Dopo i lavori di restauro e di riallestimento durati un anno, a Verona è stato riaperto al pubblico il Museo Archeologico al Teatro Romano e ciò che veronesi e turisti possono ora  ammirare è un Museo Archeologico  ricco non solo di reperti di notevolissimo valore, ma anche di apparati illustrativi adeguati, con un allestimento che permette anche attività di laboratorio per le scolaresche.

Da tempo il COMUNE DI VERONA – DIREZIONE EDILIZIA MONUMENTALE  aveva avviato il progetto di riqualificazione dell'intero colle di San Pietro, con l'obiettivo di recuperare  le strutture esistenti tali da rendere il Museo Archeologico in linea con gli standard europei e questo si è potuto finalmente realizzare, grazie ai fondi POR di REGIONE DEL VENETO e FONDAZIONE CARIVERONA.

Questo bell' esempio di sinergia tra  due enti uno pubblico ed uno privato ha consentito di ampliare e ammodernare il Museo Archeologico fondato nel 1924 nell'ex convento dei Gesuati  del xv sec., ma che ingloba alcune parti dei resti archeologici del Teatro Romano e  il recente riallestimento delle sale espositive ha il grande pregio di aver messo in relazione quanto esposto all'interno del Museo con il contesto esterno.

Data la  particolare collocazione del complesso archeologico e museale sul fianco del colle di San Pietro,  raramente avviene che arte, storia e paesaggio siano presenti in un solo sito: la vista della città attraversata dal placido Adige è decisamente superba , la suggestione dei resti antichi e l'importanza dei reperti esposti, sono fattori che sicuramente fanno del nuovo Museo Archeologico una delle mete preferite di Verona. 

L’accesso al Museo Archeologico  avviene dal rinascimentale palazzetto Fontana  e attraversato il teatro romano  si può scegliere di raggiungere le sale espositive con un ascensore o con una  scalinata panoramica che costeggia il teatro 

Si possono fare percorsi differenti, ma quello privilegiato inizia dal piano superiore del convento, con una sintetica introduzione alla Verona romana e alle residenze che vi si trovavano, dove i visitatori sono via via condotti nella quotidianità della Verona di due millenni orsono. 

Scendendo al piano sottostante,  si entra nel nuovo cortile coperto, dove si ammirano sculture in pietra e bronzo che ornavano i luoghi pubblici della città. Si trovano  all’interno delle grandi vetrine passanti che dividono la corte coperta dalla sala affacciata sul teatro.

Si entra quindi nel refettorio, dedicato alle grandi sculture romane rinvenute a Verona. Sul corridoio di collegamento si aprono tre celle monastiche in cui sono esposti oggetti di piccole dimensioni:  bronzetti preromani e romani, di grande valore scientifico per lo studio dei culti antichi e  oggetti legati alla vita quotidiana, come vetri dai meravigliosi colori, lucerne, recipienti.

La visita prosegue con le esposizioni temporanee e quindi nel chiostro dove sono state risistemate iscrizioni e stele, con numerosi esempi di scultura funeraria; dal chiostro si entra nella chiesa del convento, che ospita la sezione dedicata ai mosaici, in bianco e nero e policromi.

Dalla chiesa si passa alla Grande Terrazza, dove sono esposte, all’aperto, lapidi funerarie  ed elementi architettonici  a integrazione di quanto visto all’interno del Museo. La visita termina con la sala al piano inferiore, che accoglie are e lapidi dedicate agli dei romani venerati nel Veronese ed elementi architettonici di grande raffinatezza.

Il complesso museale espone 750 opere tutte provenienti da Verona e dintorni e data l'estrema eterogeneità dei reperti, dalla grande statuaria,  alle sculture bronzee, ad oggetti importanti ma minuti , la loro presentazione è stata ben strutturata con vari sistemi espositivi:  espositori, grandi vetrine, piccole vetrine e teche tutti ben illuminati.

L'illuminazione è fondamentale perchè deve essere proporzionata ad ogni spazio espositivo: dalla grande vetrina alla più piccola teca ed i progettisti illuminotecnici hanno optato per i prodotti SUPERSYSTEM e MICROTOOLS che danno una luminosità morbida e uniforme.

La luce deve illuminare ma non interferire nella lettura di quanto esposto,  i colori degli oggetti, i bronzetti, le sculture, i magnifici busti  e sopratutto le espressioni dei volti tutto deve rispondere a verità, in quanto il visitatore resterà sicuramente sorpreso nell' osservare come le sembianze di quegli antichi veronesi si possano ancora incontrare nelle vie di Verona.

Maria Uboldi

 

Info Progetto:

Cliente: COMUNE DI VERONA-DIREZIONE EDILIZIA
Architetto: GRISDAINESE
Arredatore: BAWER SPA