HEADQUARTER GREEN LIFE

Un complesso ecosostenibile firmato da Frigerio Design Group

“Minimo, semplice e verde” tre parole elementari come strategia energetica alla base del grandioso progetto Green Life, il nuovo Headquarter italiano della Banca Crédit Agricole, nell’area Cavagnari di Parma.
Un complesso ecosostenibile firmato da Frigerio Design Group, realizzato in sintonia con l’ambiente naturale esterno e con l’ambiente interno di lavoro. Caratterizzato da 12 mila metri quadrati di costruito, le sue nuove forme architettoniche nascono dal contesto con diretto richiamo alle preesistenze, quale l’insediamento originario di Vico Magistretti degli anni Ottanta, mantenuto a testimonianza di un’epoca per valorizzare il territorio sia del punto di vista della memoria delle epoche passate che a favore della nuova coscienza ambientale verso il futuro.

Fotografo: MARIO CARRIERI

Il quartiere generale risulta articolato in tre edifici, due Eco-uffici collegati tra loro da un Forum polifunzionale, disposti perimetralmente rispetto all’area, così da racchiudere al loro interno il grande Parco Arboretum. Quest’ultimo, di oltre 70 mila metri quadrati, rappresenta il cuore verde del progetto composto da oltre 500 nuovi alberi, arbusti, piante ornamentali, un giardino dei fiori e un anfiteatro naturale, in grado di confrontarsi per dimensione, valore di biomassa e alto contenuto di biodiversità con i maggiori parchi cittadini. Un grande parco progettato da AG&P Greenscape che si lega alle aree a verde preesistenti creando un luogo di grande qualità ambientale e paesaggistica, di svago e socializzazione per tutti i dipendenti della Banca e famiglie, ma anche per tutti i cittadini della città di Parma.

Fotografo: MARIO CARRIERI

I due fabbricati di Green Life che ospitano gli uffici hanno una forma compatta per ridurre le dispersioni termiche ed una pianta lineare per ottimizzarne gli spazi, sviluppati su quattro piani fuori terra e realizzati con facciate modulari prefabbricate. Secondo i principi della progettazione bioclimatica le facciate principali dei volumi sono disposte a sud e a nord; i lati sud dei due edifici ospitano gli uffici open space suddivisi per reparto e funzione, con facciate principalmente vetrate e protette da sistemi frangisole, che regalano una sensazione di continuità tra dentro e fuori. I lati nord accolgono invece gli uffici chiusi con le facciate in muratura ad alta coibentazione e con un numero di finestre ridotto rispetto alla facciata sud. Nella fascia centrale di tali edifici la ventilazione naturale ed il comfort visivo sono favoriti da una serie di spazi a doppia, tripla o quadrupla altezza, come pozzi di luce corredati da specchi d’acqua e da giardini interni. Il terzo edificio di collegamento, è un Forum ipogeo con un solo livello fuori terra e un piano interrato, coperto da una collina verde che lo integra perfettamente nel paesaggio. I suoi prospetti sono interamente vetrati per smaterializzare il volume e proiettare lo spazio verso l’esterno, massimizzando l’apporto della luce naturale. Un luogo dinamico e polifunzionale che, oltre ad ospitare un bar e la reception, accoglie al suo interno il ristorante aziendale di 450 posti i cui arredi mobili permettono un layout flessibile, per trasformare all’occorrenza lo spazio ristoro in un’area adibita a riunioni.

Fotografo: MARIO CARRIERI

Sostenibile, aperto, innovativo e connesso: tutto il progetto è stato fin dal principio orientato verso l’unico obbiettivo di ottenere la minima impronta ecologica ed il massimo risparmio energetico, in empatia con il contesto e incentrato sulle risorse, sia energetiche che umane. Oltre alle strategie di progettazione passiva che riguardano i volumi compatti, l’orientamento dell’edificio, il posizionamento e dimensionamento delle vetrate e dei relativi sistemi oscuranti, un corretto utilizzo dei materiali e delle tecnologie costruttive, l’integrazione organica con l’ambiente, Green Life utilizza fonti completamente rinnovabili quali la geotermia, l’energia fotovoltaica in copertura, il sistema di raffrescamento night cooling, e un impianto di fitodepurazione che recupera le acque grigie per destinarle ai servizi igienici.

Fotografo: MARIO CARRIERI

La stessa sensibilità rivolta alle risorse energetiche, Green Life la dedica di fatti anche a quelle umane, riconoscendo le persone e i valori condivisi propri dell’azienda, secondo il nuovo approccio “smart and green” con il quale è stata rinnovata la brand identity dell’intero complesso bancario Crédit Agricole.

Fotografo: ENRICO CANO

La progettazione ha appoggiato a pieno anche i principi dello “smart-working” e dello “smart-living”, prediligendo gli openspace multifunzionali e flessibili in cambio di postazioni di lavoro fisse, tecnologie per remotizzare i documenti al posto di stampanti e cestini, Welcome point, aree break e relax di ultima generazione, meeting rooms tecnologiche, lockers personali, focus room, phoneboots, connessione wi-fi estesa anche in esterno, per meno carta e più interattività. Accorgimenti che permettono una rivoluzione culturale, un nuovo modo di vivere e intendere lo spazio di lavoro, secondo la quale al centro dell’attenzione vi sono solo i lavoratori e il loro benessere sensoriale. Una mentalità lavorativa fortemente internazionale che permette al dipendente di valutare da solo dove lavora meglio, magari optando alla fine proprio per l’ufficio, solo per scelta e non per obbligo, utilizzando device mobili, cloud, strumenti di social collaboration e moderne tecnologie comunicative. Va così scomparendo la linea di separazione tra spazi lavorativi e spazi privati, e viene adottata una mentalità lavorativa dinamica e aggiornata, secondo una nuova cultura aziendale che pensa al benessere dei lavoratori come valore aggiunto e potente fattore di crescita. La logica del controllo della presenza in ufficio dei dipendenti lascia il posto al “modus operandi” basato su definizione degli obiettivi, valutazione dei risultati, sviluppo delle potenzialità umane del team.

Fotografo: MARIO CARRIERI

Il comfort degli ambienti interni diventa quindi una prerogativa, da quello acustico a quello igrotermico e certamente illuminotecnico. Il progetto di tutti tali impianti è stato pensato sin dalle fasi concettuali come organismo “edificio-impianto”, avvalendosi di una progettazione integrata. Curata da Politecnica Ingegneria e Architettura, tale progettazione ha previsto una continua ricerca di soluzioni ideali per minimizzare il fabbisogno energetico, massimizzare le condizioni di comfort durante le varie stagioni e di ottimizzare i costi/benefici. Una strategia energetica che ha permesso a tutto il complesso di ottenere la certificazione internazionale LEED Platinum (Leadership in Energy and Environmental Design), il massimo livello raggiungibile per lo standard Statunitense per la progettazione delle Green Building. Un prestigioso traguardo per il quale ha avuto un ruolo determinante il supporto illuminotecnico sostenuto da Zumtobelgroup per Politecnica. Dalla loro collaborazione, da vari confronti e innumerevoli valutazioni, il faretto PANOS INFINITY Zumtobel è stato ritenuto una di quelle soluzioni ideali per un progetto così rilevante e delicato.

Fotografo: MARIO CARRIERI

Accanto all’enorme quantità di luce naturale massimizzata dall’esterno, gli ambienti degli Eco-uffici sono così caratterizzati da una maglia diffusa di incassi PANOS, autoregolabile attraverso comandi intelligenti e sensori di luminosità. In particolare negli ampi ambienti degli open space, così come negli ambienti di passaggio e di relax, tali faretti scandiscono la modularità del soffitto radiante, che a sua volta segue quella della facciata a favore di una geometria coordinata. Dopo un attento studio dettato dalle peculiarità strutturali del controsoffitto di ridotto spessore, dal rispetto delle normative illuminotecniche di riferimento così come dalla necessità di soddisfare parametri restrittivi per l’ottenimento delle certificazioni che si andavano mirando, è stato valutato il faretto PANOS R150 H vincente per un progetto di assoluta qualità.

Dotato di fatti di tutte le certificazioni necessarie al progetto, si tratta di un downlight insuperabile sia per la sua qualità di luce che per la sua altissima efficienza energetica. Noto anche per la sua ampia versatilità, garantisce inoltre un ingombro di incasso ridotto e un basso impatto visivo, riuscendosi ad integrare perfettamente nelle più svariate tipologie di controsoffitti. Una versatilità manifestata anche nelle tipologie di ambientazioni in cui si inserisce perfettamente, dalle aree relax e di incontro, agli spazi prettamente lavorativi, grazie al completo rispetto dell’indice di abbagliamento unificato UGR (Unified Glare Rating) secondo la normativa EN12464 per applicazioni in ambienti di lavoro, senza bisogno di alcun accessorio aggiuntivo: il faretto perfetto quindi per un progetto del genere, dove l’efficienza energetica è una prerogativa e dove “smart-working” e “smart-living” si fondono più che mai.

Elena Pampalone

 

Info Progetto

Committente: Credit Agricole Italia
Architetto e direttore artistico: Frigerio Design Group, Arch. Frigerio
Progettista Elettrico: Ing. Frassineti Francesco POLITECNICA Modena
General Contractor: Pizzarotti & C.