Palazzo Zabarella

Un centro culturale di respiro internazionale

Fotografo: Michele Girardi

Da antica dimora di nobile famiglia padovana è oggi l’importante sede di numerosi eventi culturali e mostre d'arte di alta qualità e di respiro internazionale, in pieno centro storico a Padova.
Risalente tra il XII e il XIII secolo, rappresenta una delle testimonianze più significative tuttora esistenti della storia medievale della città, denunciandone l’epoca attraverso il riutilizzo dei mattoni romani nella costruzione della sua torre caratteristica e nel nucleo centrale del Palazzo.

Fotografo: Michele Girardi

Nel XVI secolo il prospetto principale acquista in gusto rinascimentale, mantenendo tuttavia l’originale costruzione feudale con la torre e le merlature guelfe, per arrivare infine nei primi anni dell'Ottocento all’assetto della facciata in chiave neoclassica ad opera del noto architetto Daniele Danieletti e impreziosita da raffinate decorazioni a parete di artisti di fama internazionale.

Fotografo: Michele Girardi

L’ attività di oggi del Palazzo prende avvio dagli anni Ottanta quando viene acquisito dall’imprenditore padovano Federico Bano con il lodevole obiettivo di creare un innovativo centro culturale di grande respiro e prestigio. Una meticolosa e complessa opera di recupero e restauro durata quasi dieci anni e curata dall’Architetto Gaetano Croce, porta l’intero complesso ad un nuovo splendore, rispettandone le caratteristiche artistiche e architettoniche. Palazzo Zabarella viene finalmente restituito alla città nel 1996 e inaugurato l’anno seguente con un’importante antologica dedicata ai famosi paesaggi francesi di Maurice Utrillo. Comincia così la fortunata serie di esposizioni della Fondazione Bano, che eleggono Palazzo Zabarella quell’importante centro di creazione e propagazione di cultura che è tuttora, come centro culturale privato senza fini di lucro, completamente dedicato all’approfondimento ed alla promozione della cultura e dell’arte.

Fotografo: Michele Girardi

Famoso per le sue mostre-evento che ogni anno movimentano la città e raccolgono molto successo sia locale che estero, si è fatto sempre promotore di percorsi di riscoperta, valorizzazione e profonda ricerca sui movimenti artistici italiani e non. Una realtà privata che è divenuta quindi un fondamentale punto di riferimento culturale, dinamico, costantemente volto alla ricerca di nuove idee e stimoli per promuovere percorsi artistici, coinvolgendo i massimi esperti in materia e facendo riferimento alle eccellenze scientifiche ed espositive.

Fotografo: Michele Girardi

Un approccio costantemente in evoluzione per migliorare ed arricchire l’esperienza culturale all’interno dei suoi percorsi.

Fotografo: Michele Girardi

Da qui la necessità nel 2018 di aggiornare e ottimizzare tutto l’impianto di illuminazione degli ambienti espositivi del Palazzo, fino ad allora costituito da semplici binari trifase e relativi proiettori alogeni, sia per illuminazione generale che d’accento. Fedele al suo caratteristico modus operandi, la Fondazione Bano, con la supervisione dell’Architetto Enrico Bano e la Ditta Barzon & Dainese Impianti, si è rivolta a tutte le migliori aziende presenti sul mercato in materia di illuminazione dell’arte e della cultura, per poi scegliere definitivamente Zumtobel per la sua esperienza indiscussa a livello internazionale nel campo “Art&Culture” e per la capacità di offrire una soluzione che, oltre a rispondere ai rigorosi requisiti richiesti, riuscisse a riqualificare senza interventi invasivi l’intero impianto illuminotecnico.

Fotografo: Michele Girardi

In particolare per l’illuminazione museale del Palazzo Zabarella è stata scelta la famiglia di prodotto Supersystem II, un sistema multifunzionale modulare di altissima qualità e professionalità. Una soluzione ritenuta ideale per valorizzare e preservare le collezioni artistiche di valenza internazionale che caratterizzano gli eventi della Fondazione, ma anche per rispettare un percorso espositivo molto articolato che, dal piano terreno fino al piano superiore, segue l’andamento di tutto il palazzo storico con un susseguirsi quindi di sale espositive sempre diverse l’una dall’altra. La famiglia di prodotto Supersystem II ha saputo adeguarsi con facilità alle esigenze architettoniche delle sale, alle esigenze espositive delle opere d’arte così come alle esigenze di tipo installativo, come la necessità di operare esclusivamente sugli impianti elettrici esistenti. Lavorando all’intero di un palazzo di pregio storico infatti non vi era alcuna possibilità di aggiungere punti luce tantomeno di modificarli creando nuove tracce, ma grazie alla scelta del binario a bassa tensione Supersystem II questo non si è rivelato essere un problema. Installato sulle catene strutturali delle sale voltate, sospeso in quelle con le travature lignee a vista, e installato a parete sopra i cornicioni nelle sale principali, il sistema Supersystem II si è riuscito ad integrare con delicatezza e rispetto in ogni tipologia di sala espositiva. Oltre cento faretti SS2, scelti nella variante “maxi” per l’importante pacchetto luminoso fino a 1200 lumen nonostante rispecchino le dimensioni molto contenute caratteristiche di tutto il sistema, sono riusciti a regalare un’illuminazione d’accento d’alto livello puntuale, anche nelle zone più articolate degli allestimenti. Calde distribuzioni di luce uniforme e concentrata, dall’altissima resa cromatica e dai bordi morbidi senza nessuna dispersione del cono luminoso, riescono a valorizzare ogni singola opera d’arte o didascalia a parete presente, grazie alla disponibilità di un ampio ventaglio di accessori, lenti e pellicole dalle distribuzioni fotometriche che variano da superspot a wideflood: in particolare sono stati previsti i faretti con fascio più concentrato nella grande sala principale semicircolare dove, volendo rimanere del tutto celati al di sopra dei cornicioni modanati della sala e dovendo coprire grandi distante, è stato necessario realizzare una serie di puntamenti più focalizzati e meticolosi per riuscire a valorizzare in maniera adeguata tutte le opere esposte, garantendo sempre come in ogni sala un generale comfort visivo.

Fotografo: Michele Girardi

Ciascun faretto è stato provvisto inoltre di un potenziometro girevole a bordo in modo da declinare al massimo il proprio fascio luminoso sull’opera cui è dedicato, non solo nella sua forma quindi ma anche nella sua intensità luminosa per adattarsi alle esigenze di valorizzazione nonché di preservazione di ogni singola opera. In campo artistico ogni illuminamento deve di fatti esprimere il giusto equilibrio fra le esigenze dell'apprezzamento visivo e quelle della buona conservazione dell'opera, a maggior ragione nel caso di opere sensibili agli effetti nocivi prodotti dalla luce, come nel caso dei pigmenti di colore delle tele ad olio, molto frequenti nelle esposizioni della Fondazione. Insieme all’utilizzo delle ultime tecnologie in materia di illuminazione LED, anche la quantità di illuminamento svolge quindi un ruolo fondamentale per la protezione e il godimento nel tempo delle opere d’arte in genere.

Fotografo: Michele Girardi

Il sistema di illuminazione di Zumtobelgroup è riuscito a soddisfare a pieno tutte le esigenze che un centro culturale di tale pregio e qualità può avere, senza contare la sua perfetta riadattabilità ad ogni mostra temporanea che si succederà ogni anno nonché il notevole abbassamento dei consumi energetici e manutentivi ottenuto per tutto l’impianto del museo.

Fotografo: Michele Girardi

Un eccellente progetto di illuminazione inaugurato dalla Fondazione Bano nel 2019 con la mostra-evento “Gauguin e gli Impressionisti. Capolavori dalla Collezione Ordrupgaard”, che annovera opere di pregio di Cézanne, Degas, Gauguin e Matisse, e che dimostra la sua eccellente flessibilità e qualità anche nella mostra attualmente in corso VAN GOGH, MONET, DEGAS
The Mellon Collection of French Art from the Virginia Museum of Fine Arts non di certo inferior alla precedente per prestigio ed interesse delle opera esposte.

Elena Pampalone

 

Info Progetto

Committente:Fondazione Bano
Architetto: Enrico Bano
Installatore: Barzon & Dainese impianti
Fotografo: Michele Girardi